La condanna di Silvio Berlusconi

La cassazione ha confermato la condanna definitiva a quattro anni per frode fiscale a Silvio Berlusconi. L’interdizione dai pubblici uffici é stata rinviata in appello.  Questa é la sentenza, per il processo Mediaset.

Il video della lettura della sentenza del processo Mediaset, nel palazzo della Cassazione di Roma, il 1 agosto. 

La sentenza della Cassazione

I giudici della sezione feriale della Cassazione, presieduta da Antonio Esposito, hanno confermato le condanne per frode fiscale a carico di Silvio Berlusconi e degli altri tre imputati del processo Mediaset. Sono stati condannati assieme all’ex presidente del consiglio, anche gli ex dirigenti di Mediaset Daniele Lorenzano, Gabriella Galetto e il produttore cinematografico Frank Agrama. La condanna a quattro anni di reclusione per Berlusconi é definitiva, tre anni sono eliminati dall’indulto, l’anno residuo da scontare ai domiciliari o con l’affidamento ai servizi sociali.

Condanna definitiva a Silvio Berlusconi per frode fiscale a quattro anni di reclusione, tre coperti da indulto e uno da scontare ai domiciliari o con i servizi sociali.

La Cassazione ha annullato invece la sentenza della pena accessoria, l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. E’ stato disposto dai giudici il rinvio della decisione alla Corte d’Appello di Milano.

Il messaggio del Quirinale

A seguito della sentenza definitiva del processo Mediaset, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha diffuso una dichiarazione pubblicata sul sito del Quirinale:

“La strada maestra da seguire è sempre stata quella della fiducia e del rispetto verso la magistratura, che è chiamata a indagare e giudicare in piena autonomia e indipendenza alla luce di principi costituzionali e secondo le procedure di legge. In questa occasione attorno al processo in Cassazione per il caso Mediaset e all’attesa della sentenza, il clima è stato più rispettoso e disteso che in occasione di altri procedimenti in cui era coinvolto l’on. Berlusconi. E penso che ciò sia stato positivo per tutti.
Ritengo ed auspico che possano ora aprirsi condizioni più favorevoli per l’esame, in Parlamento, di quei problemi relativi all’amministrazione della giustizia, già efficacemente prospettati nella relazione del gruppo di lavoro da me istituito il 30 marzo scorso. Per uscire dalla crisi in cui si trova e per darsi una nuova prospettiva di sviluppo, il paese ha bisogno di ritrovare serenità e coesione su temi istituzionali di cruciale importanza che lo hanno visto per troppi anni aspramente diviso e impotente a riformarsi”.

(foto Twitter / @Rainews24)

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