Il Brasile in rivolta

In Brasile da mesi proseguono le manifestazioni contro gli sprechi di denaro pubblico per i mondiali di calcio. A causa della costruzione degli stadi migliaia di persone sono state sfrattate dal governo federale. Il movimento di protesta ha preso il nome di Change Brazil.

25 giugno

Continua la rivolta

Un’altra notte di proteste. Migliaia di persone sono tornate in piazza e nelle strade, contro le spese e gli sfratti per le strutture sportive dei Mondiali di calcio.

La presidente del Brasile, Dilm Rousseff, ha detto: “In questo momento, voglio proporre un dibattito sulla convocazione di un referendum che autorizzi rapidamente un processo per arrivare alle riforme di cui il Paese ha bisogno”, riporta TMNews.

22 giugno

Arriva l’esercito

Il presidente del Brasile Dilma Roussef, ha inviato l’esercito nelle strade in previsione delle proteste per la partita Brasile-Italia della Confederations Cup, del 22 giugno.
Per calmare gli animi, venerdì sera Dilma Roussef aveva rivolto un messaggio alla popolazione con la promessa di un grande piano in tre punti per migliorare i servizi pubblici: “Destineremo il 6% delle entrate pertrolifere all’istruzione, faremo arrivare medici dall’estero per coprire le carenze della sanità e faremo un piano nazionale per la mobilità”, riporta TMNews.

La seconda vittima

Una donna di 54 anni é morta per una crisi cardiaca mentre cercava di fuggire a seguito dell’esplosione di un lacrimogeno, durante un corteo a Belem do Para, in Amazzonia, riporta l’Afp. La vittima era un’impiegata municipale delle pulizie, era scesa in strada con i colleghi per partecipare alle manifestazioni. Salgono così a due le vittime durante le proteste contro l’aumento dei mezzi pubblici, la corruzione e gli sfratti per i Mondiali di calcio 2014. Un ragazzo di 18 anni era morto investito da un’auto a Ribeirão Preto, nello stato di São Paulo, nel corteo del 20 giugno.

20 giugno

Un milione in piazza

Un milione di brasiliani è sceso in piazza il 20 giugno contro gli sprechi di denaro pubblico, la corruzione dei politici e per chiedere migliori servizi di base. Un ragazzo di 18 anni è morto investito da un’auto durante un corteo a Ribeirão Preto, nello stato di São Paulo. Nella capitale Brasilia i manifestanti sono tornati ad occupare il palazzo del congresso e l’architettura di Norman Mayer. In più di ottanta città i brasiliani sono scesi in piazza e la polizia ha reagito con una forte repressione, cariche con lacrimogeni e proiettili di gomma.

A Rio de Janeiro, in particolare, oltre 300mila persone hanno manifestato e si sono dovute scontrare con la polizia. Natalia è una di loro.”Stavamo soltanto seduti – denuncia la ragazza – tutti nel quartiere stavamo manifestando chiedendo la pace e loro sono venuti e ci hanno attaccato”, riporta TMNews.

Le proteste sono culminate durante la settimana con delle grandi manifestazioni di piazza e attorno agli stadi, perché in questi giorni in Brasile si sta giocando la Confederations Cup.  Il movimento Copa pra quem (Il mondiale per chi?) accusa il governo federale di aver sfrattato migliaia di famiglie per far posto a parcheggi e nuove strutture che ospiteranno i tifosi di tutto il mondo in occasione della coppa del mondo di calcio. Trentamila persone saranno sfrattate solo a Rio de Janeiro.

La presidente Dilma Rousseff ha annullato un viaggio in Giappone e ha convocato una riunione del gabinetto di crisi. Il governo ha annunciato il ritiro della proposta di aumento delle tariffe dei trasporti pubblici che era stata una delle ragioni alla base delle proteste.

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