Cambiare il Brasile

In Brasile duecentomila persone sono scese in piazza il 18 giugno, nella più grande manifestazione degli ultimi vent’anni. Le proteste continuano da mesi, contro lo sfratto di migliaia di famiglie e l’aumento dei costi dei servizi, a causa dei mondiali di calcio. Il movimento ha preso il nome di Change Brazil

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La manifestazione a Rio de Janeiro, per #ChangeBrazil

Le manifestazioni si sono svolte in trenta città brasiliane il 18 giugno. Le proteste proseguono in realtà da mesi, per contestare gli sprechi e le spese eccessive sostenute dal governo per i Mondiali di calcio del 2014. Il movimento Copa pra quem (Il mondiale per chi?) accusa il governo federale di aver sfrattato migliaia di famiglie per far posto a parcheggi e nuove strutture che ospiteranno i tifosi di tutto il mondo in occasione della coppa del mondo di calcio. Trentamila persone saranno sfrattate solo a Rio de Janeiro.

Il governo di Brasilia è criticato dai diversi movimenti di protesta di avere aumentato del 7 per cento il costo dei trasporti pubblici e di investire in grandi opere a discapito della sanità e dell’istruzione pubblica nel paese. La spesa del governo federale per i Mondiali di calcio finora è di circa 28 miliardi di reais (pari a circa 12,8 miliardi di dollari), 700 milioni di dollari in più di quanto annunciato a febbraio. Di questi, l’85 per cento verrebbe da fondi pubblici. La cifra complessiva è già il triplo del totale speso dal Sudafrica per organizzare i Mondiali del 2010.

Le proteste sono culminate durante la settimana con delle grandi manifestazioni di piazza e attorno agli stadi, perché in questi giorni in Brasile si sta giocando la Confederations Cup. Il governo brasiliano per questo invierà la Forza nazionale, un corpo d’elite della polizia, in cinque delle sei città in cui si svolge la Coppa di calcio delle Confederazioni. “Agenti di questa forza nazionale che viene mobilitata in caso di conflitti sociali o di situazioni di emergenza, saranno dispiegati a Rio de Janeiro, Bahia, Minas Gerais, Cearß e nel distretto federale, ha precisato il ministero della Giustizia”, riporta l’agenzia TMNews. “Queste voci della strada devono essere ascoltate” ha dichiarato la presidente brasiliana Dilma Rousseff all’indomani delle imponenti manifestazioni di piazza che hanno coinvolto tutto il paese. “Il mio governo dà ascolto a queste voci a favore del cambiamento”.

La Rivolta dell’aceto e l’occupazione del parlamento a Brasilia 

A Brasilia, durante le manifestazioni del 18 giugno, centinaia di manifestanti sono riusciti a rompere il cordone di polizia e a salire sul tetto del parlamento brasiliano. Chi protestava indossava fasce con la scritta “La rivolta dell’aceto”. In riferimento all’aceto usato per tentare di mitigare gli effetti del gas lacrimogeno lanciato dalla polizia militare.

Gli scontri nelle strade di Rio de Janeiro

Alla grande manifestazione pacifica di Rio de Janeiro hanno partecipato centomila persone, che hanno invaso le strade del centro per concentrarsi davanti al parlamento locale. Dove ci sono stati scontri tra un gruppo di manifestanti e gli agenti di polizia, con bombe carta e gas lacrimogeni, l’incendio di auto e cassonetti.

La grande mobilitazione di San Paolo

Una delle mobilitazioni più imponenti si è svolta a San Paolo, con oltre cento mila persone che hanno sfilato pacificamente in diversi cortei, bloccando la circolazione della megalopoli.

(foto Twitter)

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