La rivolta di Husby

Quarta notte di incendi e scontri a Husby, nella periferia di Stoccolma. I disordini sono iniziati domenica, con la protesta iniziata dai giovani del quartiere per l’uccisione di un 69enne da parte della polizia, perché aveva minacciato gli agenti con un coltello.

La disoccupazione. La mancanza di integrazione nella capitale della Svezia. La giornalista Cinzia Franceschini racconta le ragioni degli scontri in viaggio nel quartiere di Stoccolma al centro della rivolta:

Shahnaz Darabi, una signora 40enne di origini iraniane, da 19 anni nella capitale svedese, sistema i vasi della sua fioreria, i cui vetri, per fortuna, non sono stati danneggiati. «Sono solo un mucchio di ragazzini senza lavoro e nient’altro da fare. Pensano sia divertente», dice a Lettera43 indicando le carcasse delle automobili bruciate all’altro lato del vialetto. Poco più in là il proprietario di una pizzeria mostra i sassi che ha raccolto all’interno del locale: il 22 maggio i manifestanti hanno preso di mira la sua vetrata. «Non riesco nemmeno a essere arrabbiato», spiega, «che senso avrebbe?».

(continua su Lettera43)

photo Twitter

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