Italeñas

Italeñas é un mini documentario sulla storia di Melina Ramirez, una ragazza di Genova nata da genitori ecuadoriani, a cui non viene concessa la cittadinanza italiana perché all’età di quattro anni ha trascorso un anno in Ecuador.

Italeñas
Di David Chierchini, Matteo Keffer e Davide Morandini. Italia 2013, durata 6′

Melina adesso ha 19 anni. La storia é raccontata da Domenica, una giornalista di origine peruviana che vive in Italia da ventidue anni e si occupa di tematiche legate all’immigrazione. Nel documentario, durante una trasmissione radiofonica, Domenica racconta quello che accade a Melina e parla dell’iniquità della legge italiana sulla cittadinanza. Un’ingiustizia parallela a quella che la stessa giornalista subisce da anni in Italia, dove non può diventare direttrice di una testata perché cittadina straniera.

Il documentario fa parte della campagna Insieme per lo ius soli per cambiare la legge sulla cittadinanza, di cui si sta discutendo molto in Internet (#proiussoli). Dopo le dichiarazioni del ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge, che vorrebbe dare la cittadinanza italiana alle persone che nascono in Italia.

“Nei giorni in cui le forze xenofobe della politica italiana, Lega Nord e Forza Nuova in primis, riaccendono i fuochi dell’odio e della paura per arginare e denigrare la proposta di riforma del diritto di cittadinanza del Ministro Kyenge – si legge nella nota della casa di produzione – ZaLab diffonde un mini‐doc sulle ingiustizie subite da cittadini di origine straniera nati in Italia o da anni residenti nel paese”.

Italeñas è il quarto mini documentario prodotto da ZaLab, nella serie “Schegge di ZA”, ed è finanziato da Open Society Foundations e patrocinato dal Comitato Italiano per Unicef. “Melina e Domenica sono solo due tra le tante persone che dovrebbero essere a pieno titolo italiane – prosegue la nota – Nel 2011 il 15 per cento dei nati in Italia sono figli dei genitori stranieri, secondo i dati Istat, questi “nuovi italiani” sono circa 600 mila. Insieme a loro dobbiamo far sentire la nostra voce e chiedere senza esitazioni una nuova legge sulla cittadinanza”.

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