Una ballata per Federico Aldrovandi

La canzone Quante volte si può morire e vivere racconta la storia di Federico Aldrovandi, morto a 18 anni, dopo il controllo di una volante della polizia a Ferrara. Una ballata composta dal cantautore Massimo Bubola, che fa parte del progetto Instantsongs, per raccontare fatti di cronaca con delle “canzoni istantanee”, composte subito dopo i fatti. Questo inedito, è possibile ascoltarlo in streaming sul sito di Repubblica.

Massimo Bubola, in trentacinque anni di carriera, ha scritto molte “canzoni instantanee” per raccontare quello accadeva in Italia e in giro per il mondo. Da Cocis, sulla mala del Brenta, ad Alì Zazà, che narrava di un baby killer napoletano. Alle tre ballate composte con Fabrizio De André: Don Raffaè sui rapporti tra stato e anti-stato, Corvi sul conflitto nella ex-Jugoslavia e sui nuovi signori della guerra, Una storia Sbagliata sulla morte di Pierpaolo Pasolini.

Come è nata la canzone su Federico Aldrovandi? chiede il giornalista Francesco Verni, in una intervista a Massimo Bubola, in cui il cantautore risponde citando i fatti accaduti il 27 marzo a Ferrara: “Questa canzone nasce dalla commozione profonda provata nel vedere, poco più di un mese fa, le immagini di Patrizia Moretti con la foto su un telo del figlio Federico Aldrovandi, morto, col volto tumefatto e coperto di sangue, scendere in piazza durante una manifestazione che un gruppo di poliziotti stava facendo in centro a Ferrara alla fine di marzo per solidarietà verso i colleghi condannati per la tragica morte di Federico, questo proprio sotto gli uffici del comune dove stava lavorando Patrizia”.

I fatti

La notte del 25 settembre 2005 il diciottenne Federico Aldrovandi muore a Ferrara durante un controllo da parte di una volante di Polizia.

I genitori di Federico, Patrizia Moretti e Lino Aldrovandi, il 2 gennaio del 2006, aprono un blog per conoscere la verità dei fatti, portando all’avvio di un’inchiesta giudiziaria e al conseguente processo.

Il 6 luglio 2009 il giudice Francesco Maria Caruso del tribunale di Ferrara condanna per omicidio colposo a tre anni e sei mesi di reclusione i quattro poliziotti indagati. Il 10 giugno 2011 la Corte d’Appello di Bologna conferma la pena sancita in primo grado. Il 21 giugno 2012 la Corte di Cassazione rende definitiva la condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione per “eccesso colposo in omicidio colposo” ai quattro poliziotti Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri.

(L’illustrazione dell’inedito in foto è di Federico Vicentini)

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