La seconda primavera degli Indignados

In tutta Spagna sono ritornati in piazza. Gli indignados, a due anni dal 15 maggio del 2011 che riempì le piazze di tutta la penisola iberica, domenica sono tornati a protestare contro le politiche economiche di austerità spagnole ed europee.

“Fermiamo il genocidio finanziario, insieme possiamo”, scandivano nelle manifestazioni che si sono svolte in venti città spagnole, per il secondo compleanno del movimento chiamato 15M, perché nato quel giorno di due anni fa, durante la prima occupazione simultanea delle piazze con proteste pacifiche in tutta la penisola organizzate dalla piattaforma Democracia Real Ya.

Alle manifestazioni hanno partecipato migliaia di persone, sono state meno numerose rispetto a quelle che iniziarono l’ondata di protesta di due anni fa, ma hanno obiettivi d’azione ben più chiari: “tutela del diritto alla casa, salvaguardia di un sistema pubblico e di qualità negli ambiti di educazione e  sanità, garanzia di un reddito minimo per tutti e condanna dei comportamenti ingannevoli delle banche”.

A Barcellona, migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata nel pomeriggio nella capitale catalana, culminata con l’occupazione di un edificio disabitato in pieno centro storico, per offrirlo ad una famiglia vittima di uno sfratto.

Monica Pelliccia

(foto di Monica Pelliccia, Barcellona, Spagna)

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