I cento passi di Peppino

Giuseppe “Peppino” Impastato a soli trent’anni, nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978, viene assassinato con una carica di tritolo lungo la ferrovia Palermo-Trapani per aver denunciato speculazioni e affari di mafia, in primo luogo quelli legati al boss siciliano Gaetano Badalamenti. La storia dell’attivista e giornalista, è raccontata nel romanzo a fumetti “Peppino Impastato, un giullare contro la mafia” (edizioni Becco Giallo) di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso. Di seguito, alcune tavole. 

Peppino scriveva e scandiva dai misrofoni della radio che aveva aperto a Cinisi: “La mafia è una montagna di merda”. La vita di Peppino Impastato – dalla militanza politica giovanile, all’esperienza di controinformazione condotta dai microfoni di Radio Aut – è stata raccontata approfonditamente anche nel film I cento passi di Marco Tullio Giordana. “Peppino è un personaggio ancora scomodo: si prova disperatamente a istituzionalizzarlo, ma ci si accorge che la sua figura e la sua carica eversiva rischiano di spalancare orizzonti pericolosi per l’ipocrisia del perbenismo borghese e il conformismo generalizzato” ha detto Salvo Vitale, braccio destro di Peppino.

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