La sparatoria davanti a Palazzo Chigi

Luigi Preiti, intorno alle 11.40 di domenica 28 aprile, vestito in giacca e cravatta, si è avvicinato ai carabinieri che si trovavano a piazza Colonna davanti a palazzo Chigi e ha sparato sei colpi di pistola. I carabinieri hanno risposto al fuoco. Tutto è accaduto mentre, al Quirinale, si svolgeva il giuramento del nuovo governo di Enrico Letta. 

Nella sparatoria due carabinieri sono stati feriti. Francesco Negri alla gamba e Giuseppe Giangrande al collo, quest’ultimo da poco rimasto vedovo, è in prognosi riservata per una lesione alla colonna dorsale. Sembrava fosse rimasta ferita leggermente anche una passante, una donna incinta, si è rivelato invece che era rimasto leggermente ferito il figlio, caduto dal passeggino nella fuga dagli spari.

L’attentatore voleva raggiungere l’interno di Palazzo Chigi, ha tentato di scappare ma è stato fermato, allora avrebbe detto: “Adesso uccidetemi”, secondo quanto riferiscono alcuni testimoni. A suo carico non risultano precedenti penali ed avrebbe agito da solo. Preiti è ricoverato all’ospedale San Giovanni di Roma, per una lieve ferita dopo la colluttazione, dove è piantonato in osservazione con l’accusa di duplice tentato omicidio, porto abusivo e detenzione illegali d’armi. Ha confessato durante l’interrogatorio.

Pierfilippo Laviani, procuratore aggiunto di Roma, dopo aver sentito Luigi Preiti ha dichiarato all’Ansa: “È un uomo pieno di problemi che ha perso il lavoro, aveva perso tutto, era dovuto tornare in famiglia: era disperato. In generale voleva sparare sui politici, ma visto che non li poteva raggiungere ha sparato sui carabinieri. Ha confessato tutto. Non sembra una persona squilibrata”. Luigi Preiti, è nato a Rosarno, provincia di Reggio Calabria. La città di origine in cui è dovuto tornare ad abitare con i genitori, dopo aver perso il lavoro e la casa ad Alessandria, dove viveva con la moglie. E’ padre di un ragazzo di 11 anni, che ha alle spalle una separazione e debiti al gioco.

“Ho deciso di fare tutto questo venti giorni fa”, ha detto Preiti al procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani nel corso dell’interrogatorio. Preiti ha aggiunto di avere comprato “la pistola quattro anni fa al mercato nero ad Alessandria. Ho voluto fare un gesto eclatante in un giorno importante: non odio nessuno in particolare ma sono disperato”.

Arcangelo, il fratello di Preiti ha dichiarato in un’intervista: “Non è uno squilibrato, non ha mai sofferto di patologia psichiatriche”. Senza parole anche la ex moglie: “Sono sconvolta, non riesco ancora a credere che lo abbia fatto”.

(In foto Piazza Colonna a Roma. Lettera 43 / © Ansa)

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