Ridipingere Haiti

Un’esplosione di colori sui muri di Haiti, distrutti dal terremoto. I ritratti dei volti degli haitiani dipinti ai quattro angoli della capitale a Port au Prince. Nel viaggio dell’artista C215, Christian Guémy, che ha ridipinto i luoghi abbandonati dell’isola dei Caraibi.

Un milione e mezzo di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni in seguito al terremoto del 2010, che ha ucciso oltre 300 mila abitanti dell’isola. Gli ultimi dati raccolti dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni indicano che negli ultimi tre mesi più di 27 mila sfollati hanno lasciato le tendopoli, circa 320 mila haitiani vivono ancora nei 385 campi sparsi in tutto il paese.

“Una giovane donna, Aude Hulot, è venuta a trovarmi nel mio studio un giorno a Parigi e durante la sua visita mi ha chiesto di andare ad Haiti per dipingere dei ritratti nelle strade di Port au Prince”, racconta C215 in un’intervista a Brooklyn Street Art. La ragazza faceva parte di una associazione di arte locale K-sav il cui obiettivo è promuovere l’arte urbana ad Haiti con un prossimo festival. “Ero interessato a vedere cosa aveva causato il terremoto e come vivevano gli abitanti nell’isola a tre anni di distanza, così siamo partiti io e Viktor Gjengaar, un mio amico norvegese, che ha documentato il viaggio con foto e video” spiega l’artista.

Negli stencil colorati ci sono i sorrisi che caratterizzano la gente per strade della capitale di Haiti. Sguardi luminosi, gentili e che riflettono l’accoglienza degli haitiani. C’è anche però un bambino che impugna una pistola, in un’opera di C215, che si ispira alla fotografia di Steve McCurry, perché l’artista francese usa la sua arte urbana anche come strumento di denuncia sociale.

Christian Guémy, dipinge volti di chi non ha voce. E’ un artista, con un dottorato in storia dell’arte, nato a Bondy, una delle banlieu a nord-est di Parigi, il 18 ottobre 1973. Il suo primo stencil ritraeva Ava, la madre di sua figlia Nina. Da quel momento colora il mondo con gli stencil, fino ad essere considerato come l’attuale Caravaggio della street art.

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