In difesa di Internet

Chi vuole il governo di Internet? Il futuro della libertà della rete si deciderà al World Conference on International Telecommunications , che si svolgerà a Dubai dal 3 al 14 dicembre. L’assemblea discuterà la proposta, fatta dai governi che ne fanno parte, di assegnare il governo di Internet all’Unione internazionale delle telecomunicazioni(Itu). Sul tavolo della conferenza c’è anche la tassa per i big del web – Google, Apple, Facebook, Amazon – per l’utilizzo delle reti degli operatori di telecomunicazioni. Di seguito l’appello integrale di The Open Internet Project:

In difesa di Internet

Le Libertà fondamentali degli utenti della rete sono minacciate. Il prossimo dicembre a Dubai l’ITU, l’agenzia delle Nazioni Unite preposta alle Telecomunicazioni, organizza il proprio congresso (Wcit 2012). Non è un incontro come tanti perché Dubai rischia di diventare l’occasione per trasformare radicalmente Internet.

Rispondendo alle pressanti proposte di alcuni tra i 193 Governi che ne fanno parte, l’ITU potrebbe divenire l’autorità di governo di Internet. Tutte le decisioni che ne riguardano lo sviluppo tecnico, gli accordi e le regole, passerebbero attraverso le Nazioni Unite. Si modificherebbe il modello aperto, partecipato dal basso e trasparente, la cui gestione è rimessa ad una molteplicità di attori secondo criteri di autodisciplina, che – fino ad oggi – ha favorito sviluppo tecnico ed economico: governi, istituzioni sovranazionali, organizzazioni non governative, grossi o piccoli operatori privati, tutti coloro che partecipano alla pari alla crescita di Internet. Il successo di questo modelli trova conferma non solo nel numero degli utenti, nelle cifre del mercato di Internet, o nei guadagni dei suoi operatori. Esso è visibile nei processi decisionali, di partecipazione e di trasparenza che hanno permesso alla specie umana di evolversi ed emanciparsi come mai prima d’ora, dando vita ad una società globale sempre più aperta: il migliore esempio di democrazia partecipativa.

In controtendenza, qualcuno vorrebbe favorire un governo centralizzato della rete, dove le scelte che riguardano le nostre Libertà, l’innovazione e la crescita economica, sono prese all’interno del consesso dei Governi regolato dal principio “uno Stato, un voto”. Un approccio non condivisibile ed alquanto preoccupante perché la gestione dei diritti fondamentali non richiede alcuna intermediazione statale e perchè la storia ha svelato la natura poco incline alla tutela delle Libertà fondamentali di molti dei Governi membri dell’ITU. Una cosa è sancire a livello internazionale principi e diritti a tutela degli utenti della rete, altro è conferire a Stati e operatori economici che gestiscono le reti il potere di regolare o comunque negoziare le regole di Internet. Troppo spesso ci si dimentica che Internet è uno strumento fondamentale della società democratica e che la società civile ne è l’attore di riferimento da cui non si può prescindere.

Per questo motivo The Open Internet Project ritiene sia giunto il momento di affermare i seguenti principi a tutela della Libertà di Internet e dei suoi utenti, come contraltare alle iniziative volte ad affermare una sua etero-regolamentazione dall’alto:

Internet è partecipazione diffusa, un sistema autoregolato e accessibile a tutti, fondamentale per una società democratica che contribuisce alla coesione sociale, al dialogo interculturale ed alla partecipazione democratica; ciascun individuo ha diritto di accedere ad Internet, senza discriminazioni ed in condizioni di parità, con modalità tecniche che ne consentano un’adeguata fruizione. Lo Stato facilita lo sviluppo delle connessioni tramite protocolli internet (IP), a livello sia nazionale che internazionale, per assicurare la ricezione e la qualità dei servizi; qualsiasi evoluzione tecnica o di governo di Internet presuppone il rispetto dei fondamentali diritti umani della Libertà di informazione e di espressione nonché del diritto di ricercare informazioni presenti in rete; la Libertà di espressione in Internet incontra l’unico limite nella eventuale violazione di principi e Libertà sanciti nella Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (tutela dall’abuso di diritto); ciascuno ha diritto di navigare in Internet in condizioni di anonimato e di vedere tutelati i propri dati personali presenti in rete dall’uso di terzi per finalità non compatibili con quelle originarie.

Confidiamo che i rappresentanti dei Governi europei presso l’ITU affermino questi principi fondamentali, appoggiando la posizione dei paesi che si stanno opponendo al tentativo di estendere i trattati ITR al Governo di internet.

L’ITU dovrebbe invece operare per assicurare l’accesso a servizi di telecomunicazioni sempre più competitivi, efficaci ed efficienti. Il prossimo Congresso rappresenta l’opportunità di custodire e consolidare i principi guida che hanno trasformato l’industria delle comunicazioni durante gli ultimi due decenni e liberalizzare la competizione sotto il controllo di regolatori indipendenti e accordi di servizio. Solo così si garantirebbe il continuo sviluppo del settore a beneficio di molti e non solo di pochi.

Difendendo la Libertà di Internet consacriamo lo spirito pionieristico di chi gli ha dato vita e di coloro che tutti i giorni contribuiscono alla sua evoluzione e garantiamo ai nostri figli maggiori e migliori opportunità di benessere.

Tuteliamo la rete, la grande rivoluzione democratica globale.

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