Il paradosso dell’austerity

Lo sciopero di 48 ore in Grecia si è concluso con quasi centomila persone che protestavano fuori dal Parlamento di Atene, alla mezzanotte del 7 novembre, chiedendo di fermare evasione e corruzione, di tagliare i costi della politica e non i sussidi e i servizi pubblici. La polizia sparava gas lacrimogeni e usava gli idranti per disperdere un centinaio di manifestanti che indossavano maschere antigas e lanciavano bottiglie molotov.

Nello stesso momento, in aula, è accaduto un fatto quasi paradossale. Il ministro delle finanze aveva proposto di applicare i tagli anche ai dipendenti pubblici del Parlamento. Questi ultimi hanno subito indetto uno sciopero, bloccando a loro volta gli ingressi agli uffici del primo ministro. Uno sciopero nello sciopero. L’emendamento sulla riduzione degli stipendi degli addetti parlamentari è stato ritirato e dopo la discussione, infine, è stata approvata la manovra di austerità per il popolo greco. Da intendersi per tutta la parte di greci che si trovava all’esterno del Parlamento.

Sono state approvate così le misure di austerità per 13,5 miliardi di euro, come era negli accordi del memorandum firmato dal governo tecnico di Antonis Samaras con i rappresentanti della troika (Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale). In questo modo Atene potrà ottenere la prima trance degli ulteriori 31,5 miliardi di euro di aiuti dall’Unione europea e dall’Fmi. Se si verificasse il contrario, il paese verrebbe dichiarato insolvente e la Grecia si ritroverebbe in bancarotta entro il 16 novembre. Se non arriveranno i fondi lo Stato non potrà più pagare pensioni, stipendi pubblici e sussidi. La manovra finanziaria è passata con una maggioranza di pochi voti, 153 voti favorevoli e 128 contrari. L’austerità significa quindi ulteriori tagli alle pensioni, stipendi e servizi pubblici con punte fino al trenta per cento.

La crisi, che ha portato alla profonda recessione in Grecia, non ha solo favorito il ritorno di partiti anti-democratici come i neonazisti di Alba Dorata. L’austerity ha provocato anche il ritorno di una malattia scomparsa da 37 anni. Lo racconta l’inchiesta di Al Jazeera in cui vengono intervistati i medici dell’equipe che ha rilevato 68 casi di malaria negli ultimi 16 mesi. Una delle cause principali potrebbe essere la mancata disinfestazione delle aree a rischio, avvenuta perché è stata tagliata dal budget la voce di spesa che era a disposizione delle autorità locali.

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