Lambretta sotto sgombero

Il centro sociale Lambretta di piazza Ferravilla a Milano è stato sgomberato nella mattinata di martedì 23 ottobre. Le forze di polizia alle 9 del mattino hanno sfondato il portone e scortato all’esterno ragazzi e ragazze del collettivo del Lambretta. Lo sgombero era stato voluto dall’assessore regionale della Lombardia, Domenico Zambetti, arrestato quindici giorni prima per collusione con esponenti della ‘ndragheta. Tre ragazzi del collettivo sono riusciti a salire sul tetto degli edifici delle case Aler occupate per continuare la protesta.

Nel sito Milanoinmovimento, il giorno dello sgombero è uscito il seguente comunicato del Lambretta: “In questo momento è in corso lo sgombero dello Spazio Lambretta. Sapevamo che questo momento sarebbe arrivato. Sapevamo, ma speravamo che finalmente venisse riconosciuto il valore dell’autogestione e dei processi di partecipazione dal basso che questa coinvolge – si legge nella nota – Oggi, invece, siamo perfettamente coscienti che in questo momento si stanno difendendo le decisioni di chi è colluso con la ndrangheta, di chi ha speculato sul patrimonio pubblico, di chi ha paura della  forza  degli spazi sociali come il nostro perché mettono in luce quelle problematiche che è interesse nascondere sotto il tappeto. Oggi siamo consapevoli del folle scenario che ci sovrasta”.

“Il Lambretta viene sgomberato all’interno di questo panorama politico – prosegue il comunicato – La palestra, la falegnameria, l’aula studio, il cineforum, il pub, le iniziative, gli eventi. Lo Spazio Lambretta è un progetto serio che si è legittimato la potenza che esprime grazie a tutti e tutte voi. Chiediamo a tutte e tutti coloro che hanno condiviso con noi il nostro progetto, che hanno partecipato o che sono solo passate e passati di qua, di venire a sostenerci come fatto finora. Lo Spazio Lambretta, senza il quartiere, i comitati e le associazioni che lo hanno attraversato esiste solo a metà. Mostriamo tutta la potenza che abbiamo messo in atto da Aprile ad oggi. Mostriamo che la socialità è un bene comune che va tutelato e difeso”.

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