Il Cerchio al Parlamento

Un cerchio di duemila persone si è formato la notte del 15 ottobre attorno al parlamento del Portogallo, per protestare dopo la presentazione della manovra di bilancio definita la più austera della storia del paese.

La protesta, dopo l’annuncio del governo sulla finanziaria, è corsa subito in rete con i tag #OE13 e #CercoAoParlamento e poco dopo davanti alla scalinata della camera a Sao Bento i manifestanti hanno acceso un falò a simboleggiare delle barricate e hanno protestato lanciando bottiglie contro gli agenti in tenuta anti sommossa. Chiedevano le dimissioni del governo di centro destra e  un cambio di rotta nella finanziaria che prevede l’85 per cento di introiti derivati dall’aumento delle tasse.

Una manovra da 5 miliardi di euro, per ridurre il deficit di bilancio fermo al 5 per cento, che prevede 3 miliardi in arrivo da nuove imposte, nuovi tagli alle pensioni, riduzioni di esenzioni e sussidi, più l’aumento delle tasse sulla casa. In un paese il cui tasso lo stipendio minimo è ancora di 500 euro e il tasso di disoccupazione è al 15 per cento (35,5 per cento tra i giovani) e in previsione salirà al 16 per cento il prossimo anno. Imposte indirette e contributi previdenziali inclusi arriveranno oltre la soglia del 36 per cento del Pil.

Il premier conservatore Pedro Passos Coelho, che nelle scorse settimane dopo la mobilitazione “Que se lixe a troika” era stato costretto a ritirare un provvedimento di riduzione degli stipendi, ha affermato che “questa volta non ci potranno essere passi indietro sul fronte di tagli e risparmi”.

La manovra finanziaria del governo di centro destra è direttamente collegata agli aiuti della troika (Commissione Europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale), che hanno concesso al Portogallo un prestito di 78miliardi di euro per evitare la bancarotta. Un prestito che però viene erogato a piccole tranche, in cambio dei segnali ricevuti dal governo di Lisbona che per questo sta tirando al massimo la cinghia.

E’ sempre più la via dell’austerità per la popolazione la ricetta scelta dal Portogallo, come nel resto d’Europa, per uscire dalla crisi economica prodotta soprattutto dalle banche e dalle speculazioni finanziarie. Nonostante il ripensamento dello stesso Fondo monetario internazionale, che nel recente summit di Tokyo ha indicato e anche criticato le scelte dei governi europei, perché i dati parlano di un “impatto recessivo, che era stato sottostimato, delle manovre di austerity e la riduzione del debito pubblico dovrebbe essere più graduale”. In questo modo anche con il “consolidamento fiscale in tutta l’area Euro, la migliore delle ipotesi sarà una crescita stagnante”. L’austerity sarebbe quindi un vicolo cieco che da tempo ha imboccato l’Europa.

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