Chi vuole la memoria del Cox18

La prima cosa che si nota sono i muri esterni dell’edificio che sono diventati un’opera d’arte urbana, dipinta dall’artista Blu, formata da un insieme di persone e teste interconnesse. All’interno si è formalmente composto il primo team di hacker in Italia, negli anni novanta, tra computer assemblati e le prime discussioni sulle reti libere. La sua storia è composta da migliaia di volumi, libri, documenti, fotografie, inchieste e reportage che formano la libreria Calusca dell’archivio del suo fondatore Primo Moroni. Tutto questo è il centro sociale Cox18 di via Conchetta a Milano.

La “Conchetta” o Cox 18 rischia un altro sgombero, dopo quello del 2009 e la successiva rioccupazione: “mercoledì 31 ottobre 2012 il tribunale civile di Milano emetterà la sentenza conclusiva della causa, voluta dal Comune di Milano – si legge nella nota del collettivo del Cox18 – per ottenere il rilascio dei locali che il centro sociale Cox 18, la Libreria Calusca City Lights e l’Archivio Primo Moroni occupano al civico 18 di via Conchetta. In questi spazi, da trentasei anni, combattiamo isolamento, ignoranza e sfruttamento con la forza del desiderio e con le armi della passione. “.

“Questa lunga vicenda di autogestione è stata accompagnata da tre sgomberi – prosegue la nota – seguiti da altrettante rioccupazioni. La tenacia con cui abbiamo fatto vivere Conchetta 18 in tutti questi anni, anche grazie alla solidarietà di molti abitanti del Ticinese e della città intera, ha impedito che questo posto venisse abbandonato al degrado, prima di essere dato in pasto alla speculazione, mostro vorace all’ombra d’ogni giunta”.

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