La vita post-atomica

Dall’immaginario della fantascienza, alla realtà di una Fukushima post-atomica. Un insieme di immagini di paesaggi contorti, con i volti e con le storie delle persone che devono convivere con quelle scene surreali di tutti i giorni. Questa è la vita ritratta in Life in a zero hour, nelle fotografie del collettivo Mastodon, “una metafora di una dimensione sospesa che sembra sul punto di annunciare una trasformazione figlia di una memoria che si fa incerta e instabile”.

Dalla collaborazione fra i fotografi Massimo Mastrorillo e Donald Weber e lo scrittore Larry Frolick, è nato il collettivo Mastodon. I tre sono partiti per un viaggio per fotografare, raccontare e spiegare in un reportage cosa accade nella città di Fukushima dopo le radiazioni nucleari. La mostra fotografica è stata inaugurata l’11 ottobre alla Galleria Doozo al Macro, nel quartiere Testaccio di Roma.

“Queste immagini mostrano un altro volto delle conseguenze dello tsunami e del disastro nucleare (anche psicologico) che ha colpito il Giappone. Alla spinta verso la ricostruzione e l’affermazione di un’identità basata sulla forte fiducia nella storia e nella collettività – spiegano i curatori della mostra – si affianca l’incertezza e, con essa, l’aprirsi di un orizzonte quasi da fantascienza in cui a essere cambiato è in primo luogo l’uomo e la sua attitudine verso il mondo”.

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