Hanno sparato a Malala

In foto la manifestazione a sostegno di Malala

Un uomo si è avvicinato ad un gruppo di ragazzine e ha chiesto chi fosse Malala. Una delle ragazze l’ha indicata e l’uomo ha fatto fuoco, sparando alla testa e al collo della giovane studentessa e ferendo anche la sua compagna. L’aggressione a mano armata è avvenuta il 9 ottobre a Mingora, nella valle Swat, in Pakistan.

Malala Yousafzai ha 14 anni ed è una blogger, nel 2009 aveva scritto un testo che raccontava dei roghi dei talebani nelle scuole femminili del paese, del divieto di istruzione per le donne e delle aggressioni subite. Una pagina di diario che aveva fatto il giro del mondo, dopo la pubblicazione del post da parte della Bbc e il racconto delle testate internazionali  della storia di Malala. Il giornalista del New York Times, Adam B. Ellick, aveva girato un documentario sulla vita della famiglia Yousafzai, in cui non aveva “mai potuto riprendere la madre della ragazza perché non rischiasse ritorsioni”.

Malala, dopo l’aggressione, è stata ricoverata all’ospedale di Peshawar e un aereo è a sua disposizione per trasferirla negli Emirati Arabi se risultassero necessarie altre cure specialistiche. La ragazza si trova in condizioni stabili e potrebbe farcela, secondo il cauto ottimismo dei medici che sono riusciti ad estrarre il proiettile dal cranio della ragazza.

Il modo ha reagito al tentato omicidio della giovane blogger, che continuava a raccontare al mondo la vita quotidiana del pakistan nel suo Diario di una studentessa pakistana, pubblicato da sito della Bbc, nonostante le minacce ricevute in questi anni da parte dei talebani.

La rete e la stampa mondiale si sono mobilitate in suo favore come la gente del Pakistan. Una grande manifestazione delle studentesse si è svolta mercoledì 10 ottobre a Karachi in Pakistan, per denunciare quello che è accaduto e le scuole a Mingora, città di Malala, sono rimaste chiuse. Il governo poi ha messo una taglia sull’attentatore. E la Bbc ha pubblicato uno speciale con i post scritti dalla giovane blogger, in cui racconta di quando “ha paura”, del perché “Non vado a scuola oggi” e di quando le dicevano “Non indossare vestiti colorati”.

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