Femen in Paris

Contro le violenze sulle donne hanno manifestato a seno nudo, scrivendo sulla propria pelle: “Sono libera”.

In foto la manifestazione del collettivo Femen a Parigi

Le attiviste Ucraine del gruppo Femen volevano fare fare il giro del mondo al proprio corpo nudo, esposto nei luoghi pubblici, per denunciare la violazione dei diritti delle donne. E ci sono riuscite.

Le loro manifestazioni volutamente provocatorie, in particolare attraverso internet, hanno avuto una diffusione globale e il loro messaggio è uscito dai confini dell’Ucraina fino a raggiungere le donne di tutto il mondo.

Le attiviste hanno protestato in topless anche martedì 18 settembre a Parigi, per l’inaugurazione del loro “centro di preparazione” per le femministe che ha sede nel teatro Lavoir Modern Parisien alla Goutte d’Or.

“In Francia le donne non si vergognano di dire che sono femministe, mentre nel mio Paese è tabù”, ha spiegato Inna Shevchenko, l’esponente del collettivo Femen che si era rifugiata a Parigi qualche tempo fa dopo una fuga dall’Ucraina, dove temeva rappresaglie in seguito alla dimostrazione di sostegno al gruppo punk russo delle Pussy Riot.

“Per questo – ha spiegato l’attivista di Femen – apriamo un centro internazionale di preparazione a Parigi, per tutte le femministe che vorranno aggiungersi alla nostra lotta per i diritti delle donne”.

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Un pensiero su “Femen in Paris”

  1. Suona strano pero’ il termine “Centro di preparazione”. Suona da indottrinamento. Non si usa piu’ avvicinarsi ad una corrente politica o associazione di diritti civili con un proprio punto di vista che legittima la propria individualita’ all’interno di un collettivo? Un gruppo deve per forza pensarla TUTTO alla stessa maniera?…
    Il sostegno alle PUSSY RIOT e’ molto discutibile…Non so che significati reconditi a favore del femminismo abbia infilarsi un pollo nella vagina o fare orgie in pubblico (cosa che le PUSSY RIOT hanno fatto in passato quando ancora erano nel gruppo VOINA).

    Ovvio che la mia e’ una critica ai metodi, non alla causa, di cui sono da sempre sostenitore (per non fraintenderci)

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