Quella galera chiamata Cie

di Davide Lessi – L’Espresso

A Torino, il Centro di identificazione ed espulsione per gli immigrati dovrebbe essere una struttura di accoglienza ma in realtà è una prigione di massima sorveglianza. Tra gabbie metalliche e ronde militari. Dove impera l’abuso di sedativi e psicofarmaci. E cresce il business per la gestione

in foto l’opera dell’artista italiano “Blu” in Marocco (2012)

«Ma cosa vogliono dire quelle scritte?». Le domande dei bambini escono così. Per mano, in fila a un doposcuola, guardano dall’altra parte della strada. Su un muro si legge: «I militari rapiscono chi è senza documenti». Corso Brunelleschi, Torino: dietro il cemento armato c’è il Cie, uno dei 13 Centri di Identificazione ed Espulsione attivi in Italia.

Continua la lettura dell’inchiesta di Davide Lessi su L’Espresso – Quella galera chiamata Cie

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