Vuoti a rendere

Ex cinema Maestoso aperto nel 1939, abbandonato dal 2007. Ex caserma, cento mila metri quadrati, forse diventerà la cittadella cinema. Ex centro di calcolo Fs. Ex deposito poste italiane, oggi in vendita. Ex scuola Bauer, il primo istituto sperimentale oggi in disuso. Il Teatro lirico, ha chiuso nel 1999. Hotel mondiali 90, da 240mila metri quadri. Vuoto. 

L’Intervallo è un cortometraggio che è stato realizzato da Macao, per denunciare e ricordare gli spazi abbandonati di Milano. Spazi che potrebbero diventare pubblici. Spazi per più generazioni, in una città che ha “sgomberato le idee” per due volte. Macao nella torre Galfa e Palazzo Citterio era come avere in casa l’Europa, senza barriere e centri di identificazione. Ci chiamano “Generazione E” e lo vorremo essere davvero. La generazione Europa, la generazione Erasmus da cui sono nate molte famiglie multilingue. Ma l’Italia non è pronta. Almeno, non come nel resto d’Europa. Barbara Fragogna, curatrice italiana al Tacheles di Berlino, l’aveva scritto in una lettera: “E’ chiaro che la rivoluzione intellettuale sia già cominciata, volete veramente rischiare di subire un altro tipo di rivoluzione?”. E la curatrice lo aveva scritto da Berlino, prima che accadessero, per esempio, i fatti di Brindisi.

Una signora e cittadina scrive sulla fanpage di Macao: “Ragazzi! vi seguo, vi aspetto, conto su di voi. Tanti hanno commentato e arricciato il naso. Non mollate. Siate liberi e sinceri. Ciao. Sono una testa grigia!”. Una testa grigia, una che ne ha viste nella vita e se ne ricorda tante. Si ricorda che le idee sono più forti delle pistole e delle bombe ma che in Italia hanno sempre – storicamente – fatto più male e vinto le seconde.

Macao adesso è underground e online. Sotto terra perché lungo le linee della metropolitana si sono svolti i tavoli di coordinamento del movimento di artisti, cittadini e lavoratori dell’arte. In rete e in Internet perché Macao continua a parlare e a vivere nel web, parlando a un pubblico di trentamila persone collegate da tutta Italia, dall’Europa e dal mondo. Macao con un clic può fare in modo di coordinare queste persone, come ha fatto con i tavoli, per lanciare flash mob e altre incursioni nel mondo reale, in strada, in piazza. A forza di idee.

Noi continueremo a dire Macao, come ricorda il premio Nobel Dario Fo: “Anche quando facciamo pipì”. Per farlo c’è bisogno di storie. Delle storie di Macao e di quello che ricorda ogni giorno a ciascuno di noi.

Un giorno ti illumineremo ancora di blu

ma.gal

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