Generazione E

L’opera di Blu (Marocco)

Ci chiamano Generazione E. “E” come Europa. “E” come Erasmus, il programma europeo che in 25 anni ha favorito lo scambio di esperienze tra ragazze e ragazzi di ogni Paese e fatto nascere anche un gran numero di famiglie multilingue”.

Viaggio nella “Generazione E” è lo speciale dedicato ai giovani ventenni di oggi, pubblicato da cinque grandi giornali d’Europa: El País (Spagna), The Guardian (Gran Bretagna), Le Monde (Francia), Süddeutsche Zeitung (Germania) e Gazeta Wyborcza (Polonia). In Italia il reportage è stato pubblicato da La Stampa (potete leggerlo in italiano qui). Una presa di posizione delle testate europee per “Milioni di lettori in comune, una sola Europa”. Un quotidiano europeo, per un giorno, che ci vorrebbe tutti i giorni. Nello speciale si trovano le storie d’amore delle coppie in Erasmus, come “Uno spagnolo e una tedesca a Londra”, “La Storia di Clelia dall’Italia a Lisbona”….”Con un sito multilingue ho convinto Nuala a trasferirsi in Francia”. Si parla di Europa dell’eccellenza e che non conosce crisi. Si parla di storie di cui altrimenti non si parlerebbe.

A Lisbona c’è un luogo, nel Bairro Alto, che tutti chiamano Erasmus corner. E’ incrocio di due strade diventato una babele di lingue dove si trovano tutti gli studenti d’Europa e del mondo, in cui si fatica a sentire parlare portoghese. E in Italia si chiudono spazi, svuotano torri e palazzi. Ostello Bello a Milano, rischia la chiusura per una legge regionale, perché la struttura ha più di 6 posti letto per camera anche se ci sono bagni privati e wi-fi gratuito. E’ diventato il simbolo dei viaggiatori e dell’Europa accogliente in città, un crocevia di persone e di idee. I giovani in Italia trovano spazio solo in rete. Spazi per costruire nuove soluzioni e dare uno scopo a chi ha “20 anni” e resta senza lavoro o non riesce a trovalo. A chi ha un’idea, una professionalità, delle competenze riconosciute solo all’estero. Spazi per non restare soli e spesso, se si è giovani, diventare prede tanto facili della criminalità organizzata.  Questa generazione esiste ma sembra proprio che la si voglia al guinzaglio e volentieri fuori dai confini italiani. Ricercatori e startupper inclusi. Questa generazione vuole l’Europa in casa e che non sia una fortezza, che sia multilingue e aperta.  E’ una Generazione di giovani Eternauti.

m.g

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