Storie della net generation

foto dello stencil artist Goo, disegna con i pixel

“Noi non usiamo internet, viviamo su internet e ci muoviamo con lei. Siamo la generazione digitale”.

Lo scrive Piotr Czerski, scrittore e poeta polacco, per The Atlantic. Siamo cresciuti con internet e viviamo con lei. We, the web kids: ”La nostra idea della struttura sociale è diversa: la società è una rete, non una gerarchia”. (La traduzione di Internazionale, Cresciuti con la rete).

La rete funziona se – e come – i netizen la usano. Nell’era del cyber-attivismo, un clic di ciascuno utente è influente e fa parte di un algoritmo molto potente.

“Per riottenere un controllo umano su Internet, penso, abbiamo bisogno di nuove alfabetizzazioni. E’ necessario che le persone imparino delle cose fondamentali di Internet. Cos’è un TCP/IP? e come fa Google a mettere in ordine per priorità i suoi risultati di ricerca? Capire queste cose è roba da programmatori, ma poi devono essere combinate con la comprensione della gente e della società” spiega Zeynep Tufekci, docente di technosociology all’Università della North Carolina e a Harvard, in una intervista per The European Magazine, tradotta da Marina Petrillo durante la trasmissione Alaska (che potete ascoltare e leggere).

Ecco perché questo blog. Per raccontare Storie di alfabetizzazione digitale. Digital Literacy, per spiegare delle possibilità del whistleblowing e del perché soffiare in un fischietto in internet. Di come segnalare in una mappa condivisa tutti i problemi che i cittadini incontrano ogni giorno nel mondo reale e come la loro partecipazione, attraverso internet, può fare in modo di risolvere i problemi. Per scoprire anche come alcune campagne dal basso, proprio tramite la rete, possono causare l’effetto contrario. Di come a volte uno smartphone può cambiare il corso di molte vite e del perché i regimi, oltre a censurare e controllare, vogliono “spegnere” la rete e i social media.

Ci sono nonni che imparano dai nipoti a usare internet ma anche nonni che sono più veloci dei giovani a usare l’Ipad. I genitori che spesso si perdono nelle ricerche online, chiedono aiuto ai figli che rispondono: “Chiedi a Big G!”. Eh?

Senza dimenticare chi non ha ancora accesso al web (e a quale velocità) o chi deve prima assemblare un computer e poi andare a caccia di una “connessione”, per riuscire a entrare in rete. Raccontatemi le vostre storie e se avete delle domande: chiedete, cercherò le risposte e gli esperti che ci aiuteranno a capire. In rete.

ma.gal

@freelance_2811

Dal blog su Linkiesta – Storie digitali

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