Chi farà fuori Facebook

Nella rete c’è un “inganno” e il suo cuore è Facebook.

«Al cuore del business su Internet c’è una delle più grandi fallacie del business del nostro tempo: quella che la rete, con tutte le sue capacità di targeting, possa essere un mezzo pubblicitario più efficiente, e dunque più profittevole, dei media tradizionali. Facebook, con i suoi 900 milioni di utenti e una valutazione di circa 100 miliardi di dollari, e la maggior parte del suo business basato sul display advertising, è attualmente al cuore del cuore della fallacia».

La traduzione dell’editorialista e fondatore di Newser, Michael Wolff, su Technology Review, è del giornalista Fabio Chiusi, che spiega nel suo post “La Fallacia di Facebook”, del possibile crollo imminente del social network che è appena stato quotato in borsa.

Le azioni di Facebook, dopo la quotazione, hanno avuto un calo e i titoli hanno perso circa il 13 per cento. Un dato significativo. Il crollo sostanziale di Facebook potrebbe avvenire – rileva Wolff – perché “La realtà quotidiana e ostinata per chiunque faccia business sulla forza della pubblicità online – riporta il blog di Fabio Chiusi – è che il suo valore decresce ogni trimestre, una conseguenza della sua simultanea inefficacia ed efficienza”.

Facebook deve fare i conti anche con la concorrenza, oltre che con gli inserzionisti e il valore del database con i dati dei suoi utenti, che vuole fare fruttare. Primo fra tutti, c’è il grande concorrente Big G. Senza dimenticare Twitter e gli altri social media.

“Ora che Facebook si è aperto agli investitori, le pressioni per monetizzare il patrimonio di 900 milioni di utenti sono destinate inevitabilmente a intesificarsi – spiega Federico Guerrini, giornalista esperto di tecnologia e social media – Gli stakeholder vorranno spremere tutto il valore che possono dalle loro azioni ed è improbabile che possano avere una visione a lungo termine del destino del network, anche se è grazie ad essa che il sito in blu è arrivato fin qua”.

“Auguri Zack ma adesso comincia il difficile”, intola il suo post Guerrini, perché si può dire che “il buon Mark, a parte parecchi infortuni in materia di privacy, non abbia sbagliato una mossa”. Ma sarebbe proprio questa la minaccia per il futuro di Facebook: “L’attacco sulla felpa e l’assenza di cravatta è solo un anticipo, molto all’acqua di rose di quello che deve aspettarsi – spiega Federico Guerrini – Tenteranno in tutti i modi di delegittimarlo in modo da piazzare al suo posto qualcuno di più docile. Diranno (anzi, l’hanno già detto) che è lui il problema e il maggiore pericolo per il futuro della rete sociale, capovolgendo clamorosamente la realtà. Goditi il viaggio di nozze, Zuck, perché al ritorno ti toccherà faticare parecchio per mantenere la rotta. Forse non sarai la persona più simpatica del mondo, ma in confronto ad alcuni degli squali che ti aggrediranno, sei ancora un chierichetto…”.

@expost24

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