#UniteForSyria

TAREK AMR
GLOBALVOICES»

Nel primo anniversario dell’inizio delle violenze che hanno accompagnato la rivoluzione in Siria, cominciata con il primo raduno di piazza il 15 marzo 2011, si sta rafforzando sempre di più la campagna a livello globale — che insieme alla gente comune vede schierati personaggi di primo piano, utenti Twitter di spicco, organizzazioni non-governative (come Cihrs e Fidh) — per chiedere ai leader mondiali di unirsi e porre fine a questo massacro.

L’iniziativa , che si sta diffondendo ovunque, dal Brasile all’Indonesia passando per il Mondo Arabo, e che mira a suscitare più reazioni possibili, invita chiunque lo voglia a caricare sulla pagina Facebook della campagna una sua foto con un cartello riportante le frasi “Unite for Syria” o “Stop one year of bloodshed” nella propria lingua, mentre gli utenti di Twitter possono aderire e seguire tramite l’hashtag #UniteForSyria. Un altro appello arriva anche da una cinquantina di personalità di spicco, che in una lettera aperta [en] pubblicata sul Financial Times il 12 marzo scorso, invocano da parte del Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite un’azione unitaria e risoluta per fermare i massacri che si stanno perpetrando nel Paese.

traduzione Katia Coletto

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