Soli a #Homs

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Continuano a cadere le bombe su Homs. La città dei ribelli, che si oppongono al regime di Assad, da cinque giorni è sotto i bombardamenti. In Siria sono morti quattrocento bambini e altrettanti sono stati vittime di abusi riferisce il rapporto dell’Unicef.  “@ahmed: I nominate @acarvin for a Shorty Award in #journalist because if he doesn’t live-tweet it, it is not a revolution”. Senza i tweet di @acarvin non è rivoluzione, scrive Ahmed al Omran @ahmed. Il blogger saudita a Washington, aggiunge: “sto twittando dal letto con uno smartphone le bombe continuano a Bab Amr Homs”. “I need to go to bed. WIll be back up in a couple of hours. Saty safe”. Andy Carvin e Ahmed al Omran twittano in diretta della rivoluzione in Siria. Hanno un ruolo fondamentale nel coordinare, verificare e propagare le informazioni in rete. Lo spiega Marina Petrillo @alaskaRp, cyberjournalist italiana di Radio popolare, che con la trasmissione Alaska – tweet, post e podcast – registra le rivoluzioni attraverso i sentieri digitali.

Soli @alaskaRp

Sono stati giorni atroci per la Siria, e in particolare per la cittadina di Homs, mentre diverse manifestazioni di protesta si svolgevano davanti alle ambasciate siriane negli Stati Uniti, a Londra, Atene, Cairo, Kuwait City e Berlino, e Cina e Russia mettevano il veto a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu (peraltro piuttosto morbida) per tentare di fermare le atrocità mirate di Assad. Il quadro più generale della situazione nel paese, dove giocano vari fattori (religiosi, etnici e territoriali), lo sentite analizzato nei GR e a Esteri su Popolare Network anche con i reporter che si trovano lì o che sono appena tornati, ma anche restando nel nostro ambito, quello dei materiali e delle testimonianze che ci arrivano dalla rete, la situazione si è fatta intollerabile. Andy Carvin di NPR ha trascorso tre giorni quasi senza dormire a guardare, verificare e diffondere i video artigianali che arrivavano da Homs, e contrariamente alle sue abitudini, ha deciso di parlare di quello che vede ogni giorno. Lo ha fatto questa notte in collegamento video sulla CNN (vi traduco l’audio nel podcast qui sotto, ma vi invito a guardare il video).
La notte del 27 gennaio, dopo un massacro particolarmente pesante, Razan Ghazzawi, la blogger siriana arrestata e poi rilasciata qualche tempo fa (vi parlavo di lei qui), ha scritto un post con le sue riflessioni sulla differenza di accelerazione (e quindi di percezione degli attivisti su cosa è giusto da fare) fra le cittadine siriane bombardate e Damasco.
E infine, Fabio Chiusi per il festival del Giornalismo ci racconta come funziona il famoso Esercito Elettronico Siriano (quello che Christopher Kullenberg di Telecomix lavora per aggirare, qui l’intervista con lui che vi avevo proposto qualche giorno fa).


Alaska in onda
Radio Popolare dal martedì al venerdì a mezzogiorno,
e in replica alle 21, condotta da Marina Petrillo.
Esploriamo sentieri digitali, e siccome il mondo è vasto qualche volta ci perdiamo.

#SYRIA · expost24 · Storify.

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