#PubblicoBene

Pubblico Bene è il primo esperimento di giornalismo di inchiesta italiano online in rete. Un progetto di  community funded reporting, il crowdfunding applicato all’informazione, il cui esempio più noto è lo statunitense Spot.us. Sono gli utenti che chiedono che venga fatta un’inchiesta, la finanziano e chiedono a un giornalista o a una squadra di giornalisti di portarla a termine.

Un’inchiesta scritta, documentata con foto, video e interviste registrate, con tutta la documentazione che può servire per la pubblicazione sui media mainstream fino a completare fascicoli per azioni legali. I giornalisti, freelance o meno, possono accogliere le richieste dei cittadini e proporsi per svolgere l’inchiesta, oppure proporre una storia o una inchiesta e farla finanziare con il crowdfunding. Ogni cittadino può contribuire anche con una piccola somma, per rendere una storia un bene pubblico. Per l’appunto un Pubblico Bene.

Inchiesta/1 Se l’inquilino paga più del padrone

A Bologna più dell’80% della popolazione ha una casa di proprietà e chi vive in affitto di solito lo fa perché non riesce a comprarla. L’inquilino è la parte più debole della popolazione, quella che più soffre l’attuale momento di crisi e quella sulla quale pesano di più i tagli al welfare locale. In tale situazione però vengono sperimentati copiosi sgravi fiscali per i proprietari che, oltre a generare un vistoso buco per le dissestate finanze statali, minacciano il canone concordato, cioè l’unico strumento rimasto a fare da calmieratore dei prezzi e che grande successo ha avuto in città.

Se c’è una cosa della quale infatti i bolognesi possono andare fieri è il crescente numero di affitti locati a canone concordato registrato negli ultimi dieci anni. Sono il frutto dell’accordo tra associazioni di proprietari ed inquilini ed hanno garantito canoni più bassi senza intaccare la rendita dei proprietari.

L’armonia è stata però rotta dalla cedolare secca sugli affitti, una norma inserita nel decreto sul federalismo fiscale municipale nel marzo del 2011. Tale norma crea un’unica tassa sulla rendita immobiliare, ponendola su livelli ben più bassi dei precedenti scaglioni IRPEF e vanificando gli sgravi fiscali che esistevano per i proprietari che optavano per il canone concordato.

Il nuovo governo Monti ha deciso di fare cassa con la casa alzando ed estendendo alla prima casa una tassazione patrimoniale come l’ICI (ora IMU), ma la rendita immobiliare continua ad essere tassata meno del lavoro dipendente generando una serie di ingiustizie e storture che verranno mostrate nel corso dell’inchiesta.

Inchiesta/2 La sussidiarietà ai tempi della crisi

“Vogliamo aprire i servizi gestiti dal pubblico a cooperative, privati, terzo settore”, dice l’assessore del Comune di Bologna Matteo Lepore. Se questa è l’idea di sussidiarietà della giunta bolognese, abbiamo deciso di vedere come stanno andando le cose. Quello che abbiamo trovato è lavoro sempre più precario e servizi sempre meno di qualità.

“Sulla sussidiarietà chi dice no a priori è passatista”, spiega il sindaco di BolognaVirginio Merola. “Finalmente si apre alla società civile”, dicono i più. “Sono solo privatizzazioni mascherate”, ribattono altri. Mai un termine aveva fatto così discutere. Eppure, nonostante la vaghezza di significato, la grande riorganizzazione del welfare e dell’istruzione annunciata dal Comune di Bologna sarà all’insegna proprio della sussidiarietà. Abbiamo cercato di fare chiarezza su un termine tanto usato quanto ambiguo. Che cosa voglia dire sussidiarietà lo abbiamo chiesto a professori universitari e sindacalisti. A quelli che in città tutti i giorni lavorano come educatori o operatori sociali, abbiamo invece chiesto quali sono, secondo loro, le prospettive della grande trasformazione dei servizi annunciata dal Comune. Insomma la sussidiarietà che verrà. “Non è una privatizzazione mascherata, se fatta bene”, ci ha spiegato l’assessore nonché coordinatore della giunta bolognese Matteo Lepore. Per capirci qualcosa di più siamo andati a vedere dove già la sussidiarietà c’è, e come stanno andando le cose. Con due punti fermi. Primo: quello che sta avvenendo a Bologna è definito dagli accademici “sussidiarietà rovesciata”. Secondo: il costo del lavoro sembra il reale motivo di un’operazione che sicuramente potrà essere “fatta bene”, come dice l’assessore Lepore, ma per il momento pare andare nella direzione sbagliata.

Pubblico Bene è un progetto sperimentale di giornalismo d’inchiesta finanziato dai lettori. Pubblico Bene vuole promuovere un’informazione indipendente che si basa sulla partecipazione dei lettori e dei giornalisti, il progetto è in fase di lancio e si perfezionerà anche grazie ai vostri suggerimenti: per rimanere aggiornati sulle prossime inchieste, fare proposte e contribuire al progetto vi invitiamo a registrarvi al sito.

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