In caso di golpe in Internet #Telecomix

#Twittercensorship #Twitterblackout Cyberattivisti stanno scioperando per la decisione di Twitter di accettare la censura imposta dagli stati che chiedono di oscurare certi tweep. La rete non ha confini, come non deve averne la libertà di informazione. Twitter, come Google, per sbarcare nel mercato cinese, in cui il social network è vietato, ha deciso di adeguarsi alle richieste dei governi in cui l’azienda opera come agente commerciale – lo ha diffuso in un comunicato. Una decisione presa da Twitter nei giorni in cui si discute di Sopa e Acta, programmi per censurare la rete da parte di chi detiene il copyright o i diritti commerciali. Accade a distanza da pochi giorni dall’operazione hacker #OpMegaupload, con cinquemila hacktivisti che hanno oscurato i siti di Casa Bianca e Fbi, oltre ad una altra ventina di siti web, per la decisione di Fbi e Dipartimento di giustizia Usa di chiudere Megaupload. Esattamente il 28 gennaio di un anno fa c’era stato il più grande blackout della rete. Per decisione di un governo e delle forze armate. Un golpe di Internet.

La chiusura di Internet, come avviene con gli altri mezzi di informazione durante i colpi di stato, era stato ordinato dal presidente Mubarak. Le compagnie telefoniche, che si appoggiavano per il 40 per cento a Vodafone – di proprietà del presidente – interruppero, nella notte tra il 27 e il 28 gennaio dello scorso anno, tutti i servizi di telecomunicazione. L’Egitto era isolato dal mondo. Cyberattivisti egiziani riuscirono ad aggirare il blocco hackerando la linea della Borsa del Cairo. Dopo due giorni il governo di Mubarak bloccò anche la linea della borsa. Nel buio del blackout della rete: “Nella piazza isolata dal mondo si compì così il 28 gennaio la prima strage di civili – scrive Marina Petrillo nel blog @alaskarp – Il blocco di Internet, paradossalmente, fu anche l’episodio che destò l’indignazione del mondo intero, e all’estero vennero subito attivati alcuni sistemi per consentire agli egiziani di telefonare, mandare sms, twittare e inviare dati”.

Telecomix  Christopher Kullenberg era seduto davanti al suo computer in un ostello di Göteborg. “Di giorno questo ragazzo prepara un dottorato di ricerca in teoria delle scienze all’università di Göteborg, di notte si trasforma in militante informatico fa parte di un collettivo di hacker e di attivisti sparsi per tutta Europa noti con il nome diTelecomix. – scrive Claes Lönegård su Fokus – Sui loro schermi hanno vissuto in diretta il blocco delle connessioni egiziane a internet. Christopher era in chat con un militante egiziano quando è saltata la comunicazione.

“Un anno fa eravamo seduti ai computer, seguivano la diretta dal Cairo e da Alessandria, via Twitter, Facebook e altri social media, poi improvvisamente tutta la rete si era bloccata – racconta l’attivista di Telecomix, nell’intervista di Aurora D’Aprile durante la trasmissione Alaska su Radiopopolare. “Non avevamo capito subito cosa stava accadendo, stavamo parlando in tempo reale con degli attivisti egiziani e si sono disconnessi di colpo. Per molte ore abbiamo analizzato la rete in Egitto per capire l’origine del danno. Dopo un po’ sono stati diffusi comunicati in cui si diceva che la rete era stata bloccata da Mubarak. A quel punto ci siamo fatti venire delle idee per ristabilire della connessioni attraverso dei ponti modem. Vecchi modem, che usavano le linee telefoniche analogiche, che ancora funzionavano in Egitto. Abbiamo contattato diversi internet provider con server in Germania, Svezia e Francia (provider French Data Network ndr) chiedendogli di riattivare le loro vecchie linee di modem che risalgono agli anni 90. Anche a casa abbiamo riconfigurato dei modem per le vecchie linee. Il sistema non poteva essere usato da molte persone. E’ un tipo di connessione molto lenta e costosa. Era però l’unico modo per far comunicare piccola parte della popolazione. Lo abbiamo fatto alla cieca, per proteggere le persone in modo che non venissero intercettate le loro telefonate. Non abbiamo mai fornito informazioni o ne abbiamo raccolte e nemmeno vogliamo sapere chi ha usato le linee. Noi abbiamo fornito le infrastrutture, non abbiamo nulla di cui preoccuparci”.

Telecomix fornisce supporto agli utenti che vogliono restare anonimi in Internet, garantisce l’anonimato delle fonti. “Traduciamo i manuali dei software, facciamo tutorial – spiega Christopher Kullenberg – In Siria per esempio, analizziamo qual è il sistema di sorveglianza e il livello di censura, analizziamo la rete, con programmatori: conosciamo il nemico e organizziamo la soluzioni. Scriviamo un manuale per aggirare blocchi, in diretta, per esempio, se bloccano Facebook. E troviamo la tecnologia più adatta per essere più al sicuro su Internet.

Telecomix ha dato una mano anche in Siria: utilizzando software specifici di analisi della rete come NMAP (che sta per Network Mapping), gli “agenti” di Telecomix hanno individuato 700.000 collegamenti in Siria da passare al setaccio alla ricerca di una possibile falla. Con un efficace metodo di crowdsourcing, ovvero di divisione del lavoro tra “agenti” tedeschi francesi e nordamericani, gli hacker hanno preso il controllo di una serie network switch, rubato password, spiato dalle webcam le strade e perfino le scrivanie dei capi della repressione di Stato, fino a “pizzicare” 5.000 router domestici senza protezione. Lo scrive su Altrenotizie Mario Braconi, nell’analisi Telecomix e la sorveglianza online:

“A metà agosto, quindi, chiunque si è collegato alla Rete da una delle 5.000 postazioni hackerate, al posto della home page ha visto una pagina bianca con un curioso simbolo (una omega nel quale è inscritta una stella, sopra un triangolo circondato da fulmini) contenente il seguente messaggio: “questa temporanea interruzione del servizio internet è deliberata. Vi preghiamo di leggere attentamente e di diffondere il seguente messaggio: il vostro traffico internet è monitorato.” Seguiva un manuale che spiegava agli utenti come dotarsi di software gratuito di criptaggio (Tor o TrueCrypt) al fine di eludere sorveglianza e/o la censura di stato.

la scoperta più interessante è quella effettuata da un ex dipendente a progetto del Pentagono, un americano di Washington attualmente in forza tra le file di Telecomix. Mentre pasticciava tra i vari server siriani, Punkbob (questo il suo nome in codice) si è imbattuto in un server FTP pieno di log identici a quelli che al Pentagono venivano prodotti da un software impiegato per intercettare, filtrare e registrare il comportamento online dei dipendenti. Non c’è da meravigliarsi, dal momento che gli uomini del regime siriano addetti alla sorveglianza online dei cittadini riottosi utilizzavano un programma realizzato da un’azienda americana, la Blue Coat Systems, di Sunnyvale, California. Il tutto, ovviamente, a dispetto dell’embargo.

Dopo la pubblicazione dei 54 GB di log, la Blue Coat System ha fatto sempre più fatica a mantenersi solidamente sulla sua posizione ufficiale, secondo cui “è vietata per policy aziendale la vendita dei nostri prodotti in paesi sotto embargo USA”; nessun suo rappresentante ha voluto rispondere alle domande dei giornalisti di Forbes e di Bloomberg, sostenendo che sull’incidente è stata aperta un’inchiesta interna ed una del Dipartimento del Commercio Estero USA”.

A Telecomix: “Siamo semplici attivisti, può capitare che non mangiamo e non dormiamo molto. Ma abbiamo una vita normale, noi siamo seduti nelle nostre case in Europa, con molti comfort, mentre la fuori c’è gente che sta rischiando la vita per le strade. Non c’è paragone”

#Telecomix · expost24 · Storify.

Annunci

Un pensiero su “In caso di golpe in Internet #Telecomix”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...