Guerra tribale, un massacro: “Tremila morti”

Juba (SudSudan) – Più di 3mila persone sono state uccise nel giovane stato del Sud Sudan. Il massacro brutale delle violenze etniche è avvenuto venerdì e ha costretto migliaia di persone a fuggire dai villaggi.  Il bilancio, ancora tutto da verificare con fonti indipendenti, è stato fornito all’agenzia francese Afp dal capo dell’amministrazione locale della Contea di Pibor in un’intervista telefonica:”C’è stato un omicidio di massa un massacro” ha detto Joshua Konyi commissario per la contena Pibor nello stato Jonglei. “Abbiamo dovuto contare i corpi si calcola che finora sono state uccisi 2.182 donne e bambini, 959 gli uomini”.

Le Nazioni Unite e gli ufficiali dell’esercito del Sud Sudan devono ancora confermare il massacro. Se lo fosse, sarebbe la peggiore violenza etnica mai vista nella nuova nazione, che si è separata dal Sudan nel mese di luglio. “Siamo in attesa di segnalazioni dei nostri (militari ndr) sul posto” ha detto il portavoce dell’esercito del Sud  Sudan Philip Auger. “Per confermare tutto, dovremo andare nei villaggi a contare i corpi”.

Secondo il quotidiano sudanese Sudan Tribune la scorsa settimana 6.000 giovani armati della tribù Luo Nuer hanno compiuto una spedizione a Pibor e dintorni contro i Murle, accusati di furti di bestiame. le violenze sono proseguite anche dopo l’arrivo dell’esercito, che ha aperto il fuoco.

Oltre 2000 tra soldati e poliziotti sono stati inviati come rinforzi dal governo del Sud Sudan e quasi un migliaio di caschi blu della missione delle Nazioni Unite in Sud Sudan sono stati dispiegati d’urgenza nello stato di Jonglei per tentare di contenere la colonna di giovani uomini armati.

I due gruppi, coinvolti in una faida pluriennale (alimentata prevalentemente dal furto di bestiame), dalla scorsa estate si sono resi protagonisti di una lunga sequela di scontri, reati di abigeato, sequestri, omicidi e violenze che, secondo bilanci ufficiali, da giugno alla fine del 2011 avrebbe provocato la morte di oltre un migliaio di persone.

Riguardo al numero delle vittime fino ad ora circolavano solo stime che parlano di almeno 150 morti e voci che riportavano bilanci molti superiori, mentre le Nazioni unite finora hanno preferito restare caute. L’Onu ha parlato di “probabili” centinaia di vittime. “Non c’è dubbio che vi siano state vittime” aveva detto ieri Lise Grande, il vice-coordinatore degli affari umanitari dell’Onu in Sud Sudan, in una conferenza stampa. “Personalmente mi terrei sull’ordine delle decine di vittime, forse delle centinaia, ma in realtà ancora non lo sappiamo” ha aggiunto, sottolineando che è ancora troppo presto per stilare un bilancio delle conseguenze della calata dei Nuer su Pibor.

 

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